Le macchine che, solo schiacciando un pulsante fanno tutto sono una realtà all’estero. In italia stanno arrivando, soprattutto per il mercato casalingo e negli alberghi. Ma funzionano bene queste macchine?
In Italia sono presenti in pochissime realtà, molto spesso alberghiere, e sono guardate con sospetto. All’estero invece sono normalissime scelte soprattutto delle grandi catene, che si liberano così dei problemi legati alla scarsa professionalità dei baristi e riescono a standardizzare la qualità che sarà sempre la stessa a prescindere dal turn over del personale.
Stiamo parlando delle macchine da caffè superautomatiche, quelle che premendo un pulsante fanno tutto. Macinano il caffè, lo pressano e fanno l’espresso, e perfino, se la richiesta è un cappuccino, montano il latte e lo versano nel caffè automaticamente.
Le macchine superautomatiche sono l’evoluzione estrema delle macchine da caffè, e di fatto rappresentano l’estremizzazione dei modelli in capsule, come Nespresso, con queste macchine il ruolo dell’operatore è azzerato, non deve fare niente se non premere un bottone.
Niente operatore uguale pessima qualità? Non necessariamente, queste macchine possono essere settate in molti modi, si può controllare il grado di macinatura, il dosaggio (spesso da 6 a 10 grammi di caffè)addirittura si può controllare la pressione in caldaia e la temperatura di erogazione. Credo di poter dire che il livello di caffè prodotto da queste macchine è all’altezza di un buon (forse non strepitoso) espresso. Quello che ancora non mi convince, nonostante le tre macchine di questo tipo che ho provato, sono i cappuccini, che, a seconda del settaggio possono essere o pieni di bolle e alla giusta temperatura, o con una buona crema (anche se un po’ “puffy”) ma freddini, sono sicuro che mentre lo sto scrivendo stanno già trovando soluzioni anche per questo. La tecnologia galoppa in ogni settore, perché non dovrebbe farlo anche nel caffè?
Queste macchine hanno un fiorente mercato anche nei modelli “casalinghi” probabilmente una buona soluzione, per chi non vuole rinunciare ne alla comodità dell’automazione ne al piacere di scegliere i propri chicchi, in miscela o in singola origine. Qui e qui trovate due esempi di semiautomatiche da casa.
E questa invece è una bella macchina professionale.
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Complimenti per il sito e per la professionalità.
Ho letto i post del sito del vecchio sito e vorrei una risposta a questo quesito.
Ho comprato un Pavoni PCL macchina per espesso (quelle senza leva), dunque il mio problema è che non riesco a far uscire un espresso bello caldo.Il caffè diciamo è abbastanza decente con schiuma …ma rimane freddino…quale potrebbe essere la causa.Eseguo come da manuale le operazioni…aziono l’interruttore quando si accende la spia del vapore.Poteste aiutarmi…Grazie e ancora complimenti
Ciao Vito,
un espresso non caldissimo dipende sempre da una temperatura in caldaia non ottimale. Il manometro che segna questo dato (e la Puccino di Pavoni è dotata di manometro) dovrebbe essere sui 1,2/1,3 atmosfere. Se questa temperatura (e quindi pressione) non viene raggiunta, ti consiglierei di portarla in assistenza per ritarare la resistenza.
Ciao Grabiele,
grazie della risposta.Aggiorno la situazione: si la Pavoni Puccino PCL ha il manometro, e sicuramente il caffè freddino è dovuto alla mia inesperienza. Ho acquistato da poco la macchina ed evidentemente devo ancora entrare nella sua “logica”…infatti ho riprovato e l’espresso è uscito fin troppo caldo… direi bruciato…della seria “da un eccesso all’altro”. Il punto è come riuscire a erogare il caffè quando la macchina raggiunge gli 8/9 bar, da quanto letto l’ideale per avere un espresso al top.Evidentemente non ho ancora capito quando azionare al punto giusto l’interruttore…erogatore caffè…è certo che ho dato l’ok quando si è accessa la spia del vapore…come scritto sulle istruzioni.Ho fatto più prove tenedo la macchina accesa per una mezzora ottenedo un caffe bruciato e al conttrario alla prima spia del vapore ed è venuto un caffe freddino…Qualcuno può svelarmi l’arcano segreto…
Ancora grazie Gabriele…se puoi aiutarmi…
Ciao Vito,
la Puccino, come tantissime macchine della sua categoria, ha poco o niente di buono per
cui valga la pena spenderci soldini. Il problema della temperatura è strutturale e quindi difficilmente risolvibili a patto che non si intervenga con le opportune modifiche sull’impianto elettrico e i termostati che regolano le temperature (min-max)
Una macchina convenzionale sviluppa due temperature diverse, una per la caldaia (125°
-130°) dalla quale si preleva vapore ed acqua calda per riscaldare e preparare latte, tisane, ecc… e l’altra temperatura per l’erogazione del caffè (95° max). Ovviamente tutto ciò avviene grazie all’utilizzo di scambiatori di calore o cartucce che differenziano le due utenze mentre è impossibile farlo con la Puccino e c. in quanto utilizzano una sola caldaietta per l’uno e per l’altro scopo. Quindi, avere una temperatua di esercizio che deve variare tra i 90 ed i 130 gradi rende difficilmente possibile all’utente ottenere un caffè ahimè decente.