LA STORIA DEL CAFFE’- prima puntata

Friday 22nd, July 2016 Scritto da
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La storia del caffè..

Con il post di oggi il nostro torrefattore/barista/scrittore Fabrizio Rinaldi inaugura una nuova rubrica che ci porterà a scoprire la storia dei nostri amati chicchi di caffè, siete pronti a seguirlo?

Mentre attraversavo il mondo, dal punto di vista di un timido esploratore di piante di caffè, e mi divertivo ad intervistare i migliori esperti in questo settore, ho sentito il bisogno di cominciare una nuova avventura, in contemporanea a queste, e per me che l’avventura è un semplice foglio di carta ed una penna, mi è bastato raccontare una storia per sentirmi avventuriero. Comincia oggi, con questo primo articolo, la storia del caffè, scritta in esclusiva per il blog Ilcaffespressoitaliano.

E’ un chicco verde, con un solco centro, avvolto da un pergamino, protetto da uno strato di polpa zuccherina, detta mucillagine, e da una buccia, l’insieme è un frutto, chiamato drupa, che cade dal ramo di una pianta di Coffea Arabica, e lo mangia una capra, ma c’è un pastore che osserva la scena e va incontro all’animale e quindi alla pianta. E la storia è già diventata leggenda.

Questa è l’ipotesi più comune su come sia avvenuta la scoperta della pianta di caffè. Ma entriamo nei dettagli …

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storia del caffe

Si pensa che le prime testimonianze sul caffè siano nate in Oriente, quattrocento anni prima della nascita di Cristo. Ma le prove più concrete si hanno intorno all’anno Cinquecento, in Africa, nel regno della regina di Saba. A raccontarlo, è il frate Antonio Fausto Naironi, nel suo De Saluberrima potione ( 1671 ), il primo trattato dedicato al caffè, in cui narra il mito del pastore Kaldi. Ambientato in Etiopia, racconta di una notte in cui le capre non rientrarono dei campi e Kaldi, preoccupato, andò a cercarle. Le ritrovò il giorno successivo, euforiche, vicino ad un arbusto verde e lucente, pieno di ciliegie rosse e brillanti. Il pastore, incuriosito, assaggiò le bacche e ne scoprì le proprietà stimolanti. Kaldi allora intraprese un lungo viaggio per portare il frutto misterioso al monastero Chehodet, nello Yemen. Ma il santone del luogo le giudicò subito come un’opera del Diavolo e gettò nel fuoco le rosse ciliegie, che sprigionarono un aroma allettante e unico. Incuriositi da questa scena, i due uomini raccolsero subito i chicchi, li frantumarono e affogarono in un recipiente colmo d’acqua calda: fu la prima tazza di caffè al mondo ( la leggenda del pastore Kaldi è raccontata  e descritta, con sorprendenti immagini, in un’antica riproduzione su pergamena, conservata ancora oggi ad Addis Abeba, in Etiopia ).

Questa bevanda, amara e scura, permetteva ai monaci di fugare il sonno durante le lunghe notti di preghiera. Ben presto la voce degli effetti dell’infuso si sparse da monastero a monastero e il caffè comincio ad essere considerato un vero e proprio dono di Dio. Si narra che l’energica bevanda fosse utilizzata anche dai sufi ( asceti che vivevano nei deserti dello Yemen, nell’Arabia meridionale ) per affrontare le loro lunghe assemblee. A conferma di questa ipotesi, c’è un antica miniatura del XVI secolo, dove si mostra il mistico al – Shadhili che fu trai i primi, nel 1200, a preparare il caffè utilizzando i chicchi. Gli shadhiliti, suoi discepoli e discendenti, appartenevano al gruppo religioso dei sufi: il loro uso rituale del caffè ( per esempio nelle vorticose danze dei dervisci rotanti ) incontrò diverse resistenze nell’Islam più ortodosso, che condannava tutte le sostanza inebrianti. Grazie al caffè, i mistici sufi potevano dedicarsi a lunghissime pratiche di preghiera che permettevano loro di raggiungere le soglie dell’estasi religiosa.

Storia del caffè

Storia del caffè

Meno nota, forse, la leggenda su Maometto. Un giorno, il Profeta fu colto da una incontrollabile e improvvisa sonnolenza e l’Arcangelo Gabriele gli venne in soccorso, portandogli una pozione inviatagli direttamente da Allah. Maometto la bevve, si rianimò e ripartì per grandi imprese. La bevanda, scusa come la Sacra Pietra Nera della Mecca, nella leggenda viene chiamata qahwa, parola che ne indica l’origine vegetale.

Storie e leggende si mescolano tra loro, in un calderone pieno di fascino e mistero, dove bolle una bevanda che ha stregato il mondo e continua il suo potere ancora oggi, rinnovando se stesso ad ogni epoca che ha attraversato.. Noi stiamo ancora gli inizi di questa lunga storia, ma vi terremo aggiornati … il prossimo capitolo sarà ancora qui, tra le pagine del nostro blog….A presto!

rinaldi_fabrizio@hotmail.com

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