Fra i tanti segni che preannunciano l’onda della coffee third wave anche in Italia, i caffè creati da Paolo scimone: due miscele che siamo davvero felici di aver potuto provare!
Recensione? Due recensioni stavolta, perché Paolo Scimone, coffee lover come nessun altro nel mondo, ci presenta all’assaggio le due miscele frutto del suo progetto HMC (His Majesty Coffee); un progetto che già nel nome ci dice un paio di cose: primo, che non il marchio o il mercato al centro dell’iniziativa, bensì proprio lui, il caffè, spesso grande dimenticato. Secondo: che il progetto strizza l’occhio al mondo anglosassone e al trend della Third coffee wave, la nuova onda che partita dagli “english speakers” sta cambiando la faccia del pianeta caffè.
Finite le considerazioni filosofiche, passiamo all’assaggio, che è stato svolto alla nostra scuola, usando una Dalla Corte DC pro e impostando le temperature di estrazione a 93.5 gradi per il primo assaggio e a 92.5 per il secondo, come consigliato dallo stesso Paolo. La dose, anch’essa consigliata da Paolo, è stata di 7,5 grammi. La preparazione degli espressi è stata affidata a Simone Celli, sulla cui competenza c’è poco da dire, e le estrazioni sono state valutate con le consuete schede di assaggio SCAE che trovate riepilogate qui.
Il primo assaggio è stato quello del “Londinium” (sì, avete capito che a Paolo non piacciono i nomi facili…). La miscela che lo compone è presentata sul packaging come:
55% di Panama SHB Finca Eleta (lavato)
25% Cuba Serrano (lavato)
20 Etiopia Yirgacheffe Lockere (naturale)
Come vedete dalle foto la crema si presenta con un nocciola scuro senza sfumature, con una buona elasticità e persistenza. L’aroma è mediamente intenso, ma quanto a finezza, quando avviciniamo il naso alla tazzina, è una vera meraviglia, con belle note di vaniglia, fruttato e malto che ci sorprendono.
Anche l’assaggio è di quelli che si ricordano. Che un caffè come questo facesse dell’acidità la sua bandiera lo immaginavamo, ma non potesse essere così bella e bilanciata da una delicatissima nota amara e da una dolcezza difficilmente rintracciabile. Caratteristiche esaltate dallo zucchero, in un’assaggio che per me, personalmente, è stato davvero eccezionale.
Diamo voto 8 a quest’assaggio solo per tenerci aperti, verso l’alto, ad una ulteriore escalation di qualità.
Il secondo assaggio è quello della miscela definita “Modoetia”. Questa la composizione:
40% Haiti XXXXX (naturale)
40% Cuba Serrano Lavado (lavato)
20 % Etiopia Yirgacheffe Kochere (naturale)
La crema ha sfumature più intense e una elasticità meno evidente. Al naso l’intensità aromatica è più elevata del caffè precedente, ma forse meno fini le note aromatiche, fra le quali rintracciamo cioccolato, caramello e miele.
Al gusto l’acidità è molto più contenuta, ma si equilibra bene con amaro e dolcezza, per un ottimo bilanciamento gustativo. Il corpo è senz’altro più sostanzioso del caffè precedente. Al retrogusto scopriamo note di cacao amaro che non avevamo riscontrato “annusando” il caffè…
Per questo espresso ci siamo ritrovati su un voto di 7.5, ma quando si arriva a questi livelli non si parla di “buono o cattivo” ma solo di sensazioni e gusti personali, ce ne fossero di caffè così in giro!
recensione miscele caffè