I 3 MIGLIORI “BICERIN” DI TORINO, STORIA, RICETTE E CONSIGLI

Monday 07th, March 2016 Scritto da
Bicerin, a typical coffe and chocolate with cream drink

BICERIN

Quest’anno l’inverno si è fatto molto desiderare e gli appassionati della neve, che anche nel nostro gruppo non possono mancare, sicuramente non sono molto soddisfatti della stagione. Per consolarci un po’,  il portale www.hotel.info ha preparato una guida delle più conosciute bevande invernali della tradizione europea, segnalando anche i migliori localini dove poterle assaggiare e noi non possiamo che condividerla. Un viaggio attraverso 12 città alla scoperta di squisite tazze fumanti, dalla cioccolata calda, al latte all’anice, dal Berliner Winter al Glogg danese…

Tra queste  12 bevande, che potete trovare riassunte in questo Ricettario in formato PDF da scaricare gratuitamente, solo alcune contengono caffè come quella che andiamo a scoprire insieme oggi, il Bicerin, preparazione di caffetteria nata nell’antica capitale italiana, Torino.

“Quando a Torino il cielo si fa grigio e si abbassa la temperatura, ecco, è il momento del bicerin. Torino, si sa, è la città italiana del cioccolato, e ai visitatori che si avventurano per le sue vie eleganti durante l’inverno viene spontaneo rifocillarsi e scaldarsi in uno dei tanti caffè che servono ottime cioccolate calde. Eppure – forse non in molti lo sanno – la bevanda calda per eccellenza, nella capitale piemontese, è il bicerin (“bicchierino”), un gustoso mix di caffè, cioccolato, crema di latte e sciroppo.

Il bicerin ha una storia antica e da qualche tempo è stato riconosciuto come “bevanda tradizionale piemontese”: tra gli amanti del bicerin si contano personaggi come il conte di Cavour, Friedrich Nietzsche, Alexandre Dumas padre, Silvio Pellico, Giacomo Puccini…

La ricetta originale (tuttora segretissima) appartiene da generazioni al caffè Al Bicerin, dove nella seconda metà del Settecento venne inventata questa bevanda dolceamara, un’evoluzione della settecentesca bavarèisa.

Non tutti i caffè di Torino servono oggi il bicerin. Alcuni però continuano a proporre la tradizionale bevanda in bicchieri alti o calici di vetro, di solito tra stucchi, specchi e arredamenti retro. Il bicerin si gusta anche con lo sguardo: la bevanda del Risorgimento italiano è fatta di tre strati sovrapposti, colori diversi e diverse consistenze. Il tempo di immergere il cucchiaino e la crema di latte cola verso il caffè e il cioccolato bollenti, mentre i colori si mescolano e gli ingredienti sfumano in un tutt’uno delizioso.”

BICERIN

BICERIN

Come si prepara un Bicerin?

Ingredienti

  • Cioccolato fondente, una tavoletta
  • Latte
  • Caffè espresso
  • Panna fresca, 50 ml
  • Zucchero vanigliato, un cucchiaino

Preparazione

  • Fondere a bagnomaria il cioccolato con 70 ml di latte.
  • Montare leggermente la panna con un cucchiaio di latte e lo zucchero vanigliato.
  • Versare delicatamente sopra la cioccolata ancora calda il caffè nero, quindi aggiungere con un cucchiaino la panna semimontata, stando bene attenti che si mantengano i tre strati del bicerin.

Dove bere un buon Bicerin a Torino.

AlBicerin

AL BICERIN

AL BICERIN

Ecco a voi IL caffè dove assaggiare il vostro primo bicerin. Lo stesso locale in cui si appassionarono della gustosa bevanda calda torinese il conte Cavour, il filosofo Nietzche, il romanziere Dumas… o perlomeno, così si dice!

Al Bicerin esiste dal 1763. E’ rimasto praticamente lo stesso minuscolo locale del Risorgimento, quando veniva frequentato da personaggi di ogni genere ed estrazione sociale. Proprio qui dove è stato inventato, si continua a gustare secondo la tradizionale e segretissima ricetta il bicerin. Al Bicerin non è cambiato dall’Ottocento: sempre gli stessi tre metri per cinque, gli otto tavolinetti di marmo, il solido bancone scuro e i vasi di confetti colorati alle spalle della cassa…

Quella al Bicerin è una tappa obbligata per chi si trova a visitare Torino, specialmente d’inverno: oltre alla delizia della casa a base di caffè, cioccolato e fior di latte, servita in grossi bicchieri di cristallo, si gustano ottime cioccolate e zabaioni classici al marsala o aromatizzati. Il tutto a lume di candela, tra gli scricchiolii accoglienti del pavimento e le cioccolate esposte nelle vetrinette.

Il locale si trova proprio di fronte all’ingresso del Santuario della Consolata, cuore spirituale della città. In effetti, anche la posizione ha contribuito alla fortuna del caffè e della sua bevanda più rinomata: il bicerin era l’ideale per rifocillarsi dopo il digiuno della Comunione…

Che siate o meno devoti, dopo una passeggiata tra le vie del centro cittadino, quando la luce cala e l’aria si fa gelida, conquistatevi un tavolinetto e dedicatevi alla scoperta culinaria del bicerin per antonomasia.

mulass

CAFFE’ MULASSANO

CAFFE’ MULASSANO

In piazza Castello, a due passi da Palazzo Madama, c’è un piccolissimo locale storico di Torino, un gioiello liberty di trentuno metri quadrati dove si gusta uno dei migliori bicerin della città.

Il Caffè Mulassano è un tripudio di marmi e specchi, decorazioni in legno dorato, bronzi e ottoni. Dagli stipetti al soffitto a cassettoni, tutto di questo spettacolare caffè è rimasto come agli inizi del Novecento, quando venne realizzato dai migliori artigiani della città, secondo i dettami della moda del tempo. Il Caffè Mulassano è stato un locale innovatore, grazie ai nuovi gestori che negli anni Venti lo rilevarono dopo essere tornati dall’America. Qui si è venduto il primo toast della storia torinese, qui sono stati addirittura inventati i tramezzini.

Oltre ai famosissimi tramezzini (ce ne sono decine di tipi diversi), al Caffè Mulassano si viene per bere il bicerin, servito in piccoli bicchieri con il manico di metallo e proposto in due varianti. Una con panna morbida, l’altra con crema montata di albume – ed entrambe preparate con un caffè tostato specificamente per Mulassano. L’opzione con crema meringata – un’altra trovata di questo locale – è pensata tra l’altro per chi, allergico al latte, non potrebbe gustarsi il bicerin come da tradizione.

Nella quiete dei pomeriggi invernali, ci si perde a fantasticare in questo scenario da film, tutto specchi e boiserie, incuriosendosi della fontana in marmo sul bancone, dei dolciumi in vetrina, dell’orologio pazzo con una sola lancetta e i numeri alla rinfusa…

gobino

GUIDO GOBINO

GUIDO GOBINO

Guido Gobino è un artigiano del cioccolato, figlio d’arte. Fu il padre Giuseppe ad avviare l’attività e scegliere di perfezionarsi in particolare nei prodotti tipici di Torino – dal Giandujotto alla crema da spalmare.

Oggi Guido Gobino è un marchio di qualità riconosciuto a livello internazionale: negli ultimi anni il “Laboratorio Artigianale del Giandujotto” ha vinto una marea di premi e riconoscimenti un po’ in tutto il mondo. Tra innovazione e tradizione, alta qualità delle materie prime, prodotti esclusivi e grandi classici rivisitati, Guido Gobino è una garanzia.

Nel 2007 ha aperto a Torino, in zona centrale, un nuovo punto vendita che è anche caffetteria. La Bottega è un locale stretto e lungo, luminoso ed elegante. È stato ricavato negli spazi di quella che fu una vecchia fabbrica di timbri: gli interni sono insieme antichi e alla moda, tra scaffali in legno e vetrine luccicanti piene zeppe di cioccolatini di ogni tipo. La Bottega è il luogo ideale dove concedersi uno o più peccati di gola: c’è solo l’imbarazzo della scelta! Anche la presentazione dei prodotti è curatissima, sia che si tratti di un pacchettino di Giandujotti da portar via sia che si tratti di una cioccolata calda presa al bar.

Il bicerin della Bottega è qualcosa di indimenticabile, dal gusto deciso ed energetico. Viene proposto in due varianti, con cioccolato e crema di latte (nella ricetta originale) oppure con crema di gianduja e panna montata. Che siate tradizionalisti o meno, certo è che il bicerin versione Gobino non vi deluderà. Più che altro, difficile riuscire ad accontentarsi “solo” del bicerin, in questo tempio della tentazione golosa!

 

 

 

simone

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